dopo quell'ingannevole anticipo di primavere di qualche
giorno fà, è tornato il gelo e siamo ripiombati in pieno
inverno.
Subito dopo cena, io e il mio amato gattone, ci siamo messi
sotto le coperte e finalmente sono riuscita a vedere
un film che da un bel pò cercavo invano di vedere.
La pellicola in questione è Departures (in lingia originale
Okuribito che tradotto letteralmente significa Partenze),
un film giapponese del 2008, diretto da Yojiro Takita,
vincitore di molti premi in patria e all' estero; tra gli altri
anche un Oscar nel 2009.
Il protagonista, Kobayashi Daigo, è un giovane violoncellista
che in seguito allo scioglimento dell'orchestra presso il quale suona,
si trova senza lavoro.
Decide di tornare a Sakata, la sua città natale, insieme alla
moglie.
Sfogliando il giornale, trova un annuncio di lavoro
interessante, presso una "presunta" agenzia di viaggi.
In seguito al colloquio, scopre che il viaggio di cui parla l annuncio
altri non è che l ultimo che compie ogni uomo; l'agenzia
si occupa infatti della cerimonia di preparazione del corpo
del defunto per il trapasso.
Non vi racconto altro, per non togliervi il piacere di gustare
questa bellissima pellicola.
L'ho seguito dal primo minuto con grande interesse,
il tema trattato è davvero triste,ma dà spunti di riflessione
e inoltre mette in evidenza il rapporto che i giapponesi hanno
con la morte.
Vi consiglio di guardarlo, e ditemi cosa ne pensate.











